L’ecografia del futuro: feto in 3D con la realtà virtuale

Il feto in 3D? Ebbene da poco tempo questa cosa è una realtà! Infatti per la prima volta è possibile vedere il feto in 3D. Questa opportunità viene fornita da una tecnica che vedremo più da vicino.
La Tecnica

La tecnica impiegata per visualizzare il feto si basa su una combinazione di immagini che vengono rilevate attraverso il procedimento della risonanza magnetica e basato su tecnologie relative alla ormai diffusissima realtà virtuale.

Questa infatti ormai viene impiegata in diversi comparti, quello medico è solo uno dei tanti.

Cosa ne emergerà

Le attuali ecografie sono note e sappiamo che le loro immagini sono difficili spesso e volentieri da interpretare, ma le tecniche 3D sarebbero tutt’altra storia! Essendo immagini di tipo tridimensionale la portata di tali tecnologie consentirebbe di sviluppare immagini molto più accurate sotto molteplici punti di vista.

Questa speciale tecnica è stata messa a punto e sottoposta a sperimentazione nella Clinica di Diagnostica per Immagini sita a Rio de Janeiro, è stata presentata al convegno della Società di Radiologia del Nord America e metterà fine alle ecografie di tipo precedente.

Come detto, vi saranno delle combinazioni di immagini per quello che riguarda questa nuova tecnica ma tra le nuove tecnologie ci sarà ad esempio il visore Oculus Rift. Questa tecnologia di fatto permette di accedere ad immagini che sono ad alta risoluzione relative a feto e placenta e che hanno un eccellente contrasto.

Questa tecnologia ad oggi viene utilizzata già ma non trova impiego come quello appena descritto, quanto piuttosto per la valutazione fetale quando l’ecografia non può fornire un quadro di alta qualità. Il passaggio dalla valutazione fetale alla tecnologia 3D applicata alle ecografie è stata condotta da esperti che hanno saputo creare un accurato modello in 3D del feto comprensivo di immagini dell’utero materno ma non solo. Dalle immagini si possono infatti anche vedere:

  • il cordone ombelicale
  • la placenta
  • le vie respiratorie
  • gli organi

Tutta questa ampia visuale può consentire quindi di individuare eventuali anomalie sulle quali intervenire in tempi giusti.

Quindi oltre alla tecnologia “delle immagini” per così dire vi è anche una tecnologia delle “possibilità” che prima richiedeva altre tipologie di strumenti comunque mai così accurati.

In Conclusione

A seguire riportiamo la dichiarazione di Heron Werner che ha collaborato a tale esperienza e a tale tecnologia:

Poter vedere il feto in 3D in combinazione con tecnologie di realtà virtuale può migliorare la nostra comprensione delle strutture anatomiche del feto, questa tecnica può essere utilizzata per scopi medici e didattici. Il modello 3D permette inoltre di ricostruire la struttura interna del feto, comprese vie respiratorie e organi, permettendo in questo modo di individuare eventuali anomalie per aiutare a prendere decisioni su eventuali cure da affrontare prima della nascita o subito dopo.

In aggiunta a tale dichiarazione ha ulteriormente aggiunto che:

L’esperienza è meravigliosa, e le immagini sono più nitide e chiare rispetto a quelle dell’ecografia e della risonanza magnetica.

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