Riparare i motori aerei con la stampa 3D: il primo laboratorio in Puglia

Ecco il primo laboratorio dedicato alla Stampa 3D impiegata per la riparazione degli aerei. Nasce in Puglia questo laboratorio ed esiste da non molto tempo.
Il Laboratorio

La collaborazione per questo progetto che vede la sua nascita in Puglia è stata tra Avio Aero, (GE Aviation), un’azienda che si presenta molto attiva nella progettazione, nella produzione e nella manutenzione dei motori aeronautici, e il Politecnico di Bari.

Il laboratorio coinvolto è quello dell’Apulia Repair Development Centre For Additive Repairs. Questo ovviamente ospita esperti ricercatori ma anche giovani da poco laureati che si impegnano nello sviluppo di sistemi atti a fornire riparazioni di tipo innovativo e la stampa 3D ovviamente rientra tra queste forme, la finalità come detto è quella della riparazione dei motori aeronautici.

Gli Obiettivi di questo Centro

Ebbene i principali obiettivi di questo laboratorio pugliese che vede protagoniste delle eccellenze del panorama della tecnica applicata agli strumenti, sono riportati a seguire:

  • definire strategie di riparazione
  • sviluppare strategie di riparazioni innovative
  • sperimentare le stesse

Questo è ciò che è stato dichiarato dal responsabile dell’Ingegneria di Avio Aero, Giorgio Abrate, che con l’occasione dell’intervista ha anche presentato il laboratorio. In questo è stato affiancato dal rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio, e dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone.

Il Progetto – Con uno sguardo al futuro

Dopo che i progetti si saranno sviluppati in questa sede, potranno essere utilizzati e recepiti anche in altre sedi, come ad esempio quella di Brindisi, sempre gestiti da Avio Aero, che li farà girare per tutti i suoi stabilimenti come da previsione.

Soffermandoci sullo stabilimento di Brindisi va ricordato che è quello specializzato nell’assemblaggio e nella manutenzione dei motori aeronautici.

Si stima che nel 2017 questo stabilimento lavorerà in maniera preponderante sulle pale turbina e sugli involucri in lega leggera delle scatole comando accessori. Il lavoro riguarderà i componenti di diversi motori, tra cui il GE90, che è motore del Boeing 777 e il GEnx che opera sui 787 Dreamliner e 747-8. Queste attività di previsione rientrano comunque in uno specifico Protocollo di Intesa che è stato firmato nel mese di marzo dell’anno scorso.

La sottoscrizione era tra Avio Aero e il Ministero dello Sviluppo Economico e tre diverse Regioni:

  • Puglia
  • Campania
  • Piemonte

Tale firma prevede anche dei costi, questi sono sull’ordine dei 100 milioni di euro prospettati in Puglia ed includono attività’ di ricerca focalizzata al comparto industriale, sviluppo di tipo sperimentale e innovazione dei processi produttivi, ovvero clausole che rientrano perfettamente negli obiettivi della Avio Aero.

Parlando di trasporto civile e fornendo alcuni dati relativi a questo si stima che nel 2015 si contavano 50.000 velivoli per il trasporto di questa tipologia mentre tra 10 anni il numero di questi aumenterà – sempre secondo le stime e le previsioni fatte – di 20.000 unità almeno. Da qui si comprende la necessità di uno sviluppo di tali risorse al fine di progettare, riparare e integrare parti con tecnologie all’avanguardia.

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